Metodo e princìpi 

Il metodo di lavoro DfA Svizzera è basato su tre cardini principali ed è applicabile in tutte quelle discipline che prevedono un processo di progettazione, pianificazione e organizzazione (architettura, design, ma anche comunicazione, servizi culturali, turistici, sport...).

I tre cardini principali sono:

la ricerca di soluzioni inclusive 
ben armonizzate

l’espressione di forme 
estetiche di valore

la consultazione dei fruitori - con e senza disabilità - in fasi specifiche del processo

La pratica DfA fa un uso cosciente dell’analisi dei bisogni e dei desideri per arrivare ad una sintesi tra punti di vista differenti, che tenda alla piena autonomia dell’individuo.

I concetti-guida di un processo DfA sono: 

  • Accessibilità amplificata e multisensorialità 
    che rispondono alla diversità umana, valorizzandola.
     
  • Responsabilità sociale
    che rende consapevoli e partecipi gli enti pubblici, privati e la popolazione civile del cambiamento in atto sui temi dell’inclusione; in linea con gli obiettivi ONU dell’Agenda 30 per uno sviluppo sostenibile.
     
  • Diritto al bello 
    che la designer Avril Accolla traduce nello slogan: “Se non è bello non è Design for All”; cogliendo appieno la necessità di esprimere nei progetti DfA l’equilibrio tra funzionalità e bellezza. 
     
  • Sostenibilità in termini assoluti
    che riguarda l’uso consapevole dei materiali e delle risorse naturali, ma anche la capacità di far convivere in sinergia sistemi diversi, tra cui quello sociale ed economico.
    Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i bisogni ed i diritti delle generazioni di oggi, senza compromettere le capacità di progresso e vita della società futura. 
    Ogni azione deve essere soppesata per evitare inuguaglianze, anche nel diritto alla mobilità.

Un progetto è DfA se viene perseguita:

  • L’espressione della pluralità umana in spazi a misura di tutti 
    Gli spazi non sono differenziati rispetto al tipo di utenza, ma concepiti per accogliere la maggior parte dei fruitori (persone con disabilità, anziani, famiglie, ecc.), evitando di sottolineare i limiti fisici ed enfatizzando peculiarità e punti di forza di ciascun individuo.
     
  • La partecipazione delle persone, con e senza disabilità
    Questo non significa chiamare a progettare i non addetti ai lavori; significa considerare le esigenze “dei Tutti” nelle principali fasi del design, affinché necessità e desideri siano rappresentati in forme esteticamente interessanti. 
    La consultazione può avvenire interpellando i rappresentanti delle persone con disabilità (come gli specialisti del Centro di Competenza DfA) o richiedendo l’intervento diretto delle persone con disabilità (gruppo di lavoro DfA). 
    L’obiettivo resta quello di progettare con le persone e non solo per le persone.

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